Le neuropatie da compressione sono condizioni patologiche che interessano i nervi periferici.

Ma quali sono i nervi periferici più comunemente coinvolti?

Sono quelli degli arti inferiori e quelli degli arti superiori.
Alcuni esempi per gli arti inferiori:

  • lombosciatalgia
  • lombocruralgia
  • sindrome del tunnel tarsale.

Altri esempi per gli arti superiori:

  • cervicobrachialgia
  • sindrome del tunnel cubitale
  • sindrome del tunnel carpale.

Tutte queste condizioni possono essere determinate da una compressione acuta oppure da una compressione cronica e, in entrambi i casi, sono caratterizzate da una sofferenza dei nervi periferici. Alla base della sofferenza dei nervi periferici c’è la sofferenza delle cellule nervose di cui un nervo periferico è composto. In particolar modo, c’è una sofferenza e un danno dell’assone, che è la porzione nobile della cellula nervosa, quella deputata alla conduzione dell’impulso elettrico

Cosa accade in una neuropatia da compressione acuta?

La sofferenza del nervo causa il richiamo dei macrofagi i quali, a loro volta, richiamano ed attivano le molecole pro-infiammatorie (citochine, interleuchine, ecc.) che scatenano la risposta infiammatoria. L’infiammazione, o flogosi, è il primo passo del percorso che porta alla comparsa del dolore. Per cui, flogosi e dolore sono le manifestazioni cliniche tipiche di una compressione acuta dei nervi periferici.

Che cosa succede in caso di compressione cronica, invece?

Tutto quello descritto per una compressione acuta è già avvenuto e perdura nel tempo. A soffrirne di più è la guaina mielinica, cioè il rivestimento dell’assone, che inizia a degenerare perché vi è morte della cellula di Schwann. Si instaura, quindi, un processo cosiddetto di “demielinizzazione”. In questo caso l’assone, perdendo la sua guaina, non è più in grado di condurre in maniera appropriata il potenziale d’azione o impulso elettrico. Ciò si traduce in un deficit sensitivo (ridotta sensibilità) se i nervi coinvolti sono di tipo sensitivo e in un deficit motorio (riduzione dei movimenti) se i nervi coinvolti sono di tipo motorio. In sintesi: flogosi, dolore e demielinizzazione rappresentano le manifestazioni tipiche di una compressione cronica dei nervi periferici.

Qual è, quindi, l’approccio migliore per avere risultati rapidi e duraturi?

La scelta razionale sarà quella di intervenire su tutte e tre queste condizioni: flogosi, dolore e demielinizzazione.