leg_crampsGambe gonfie, affaticate e pesanti? Questi disturbi vengono facilmente associati alla stagione estiva quando il caldo ne amplifica i sintomi. Tuttavia, questi problemi possono presentarsi anche in inverno, quando per motivi di lavoro si è costretti a passare intere giornate in ambienti surriscaldati, tenendo a lungo una posizione statica, complici anche abiti troppo aderenti o calzature troppo strette.

Bisogna però distinguere tra disturbi legati ad una semplice ritenzione idrica, risolvibili il più delle volte con accorgimenti e trattamenti mirati, o quando la situazione è aggravata da patologie a carico del sistema linfatico e micro circolatorio, in cui possono comparire sintomi più gravi come crampi notturni alle gambe, prurito e formicolio a livello della caviglia o peggio ancora la comparsa di capillari visibili e macchie scure, dovute alla fuoriuscita di liquidi dai capillari nel tessuto sottocutaneo (edema).

In entrambi i casi si parla di insufficienza venosa: vi è cioè un rallentamento del flusso di sangue nelle vene. Il sangue non riesce a risalire verso il cuore e causa una eccessiva dilatazione delle vene, le cui pareti perdono elasticità e lasciano fuoriuscire, negli spazi tra le cellule, un eccesso di liquidi. Questi liquidi, se in quantità eccessive e nei casi più gravi, possono essere difficilmente riassorbiti dal sistema linfatico e ristagnano.
Ma per capire meglio questo processo descriviamo brevemente alcuni aspetti della circolazione venosa: come ben sappiamo, uno degli organi principali adibito alla circolazione del sangue è il cuore, che pompa il sangue ricco di ossigeno nelle arterie le quali, a loro volta, lo trasportano verso la periferia del corpo. Il percorso inverso dalle zone periferiche verso il cuore è lasciato alla vene, che trasportano invece il sangue privo di ossigeno. I capillari e i vasi sanguigni più piccoli, che si occupano degli scambi fra sangue e tessuti, danno vita al microcircolo. Le vene a differenza delle arterie sono arricchite da un sistema di “valvole” essenziali per non far fluire il sangue verso il basso. In questo impegnativo lavoro di “pompaggio”, le vene, soprattutto a livello delle gambe, sono aiutate dai muscoli. I tessuti muscolari delle gambe sono quindi una seconda fondamentale pompa, oltre al cuore, per il trasferimento del sangue.
Numerosi studi hanno infatti evidenziato come i disturbi legati all’insufficienza venosa derivino dalla scarsa funzionalità dei gruppi muscolari che le strutturano.
In parole povere, il nostro apparato muscolare è strettamente collegato all’apparato circolatorio! Se al microcircolo non arriva abbastanza ossigeno, perché il sangue si accumula e il sistema linfatico fatica a smaltirlo, avremo poca forza anche per compiere semplici azioni, come passeggiare o stare in piedi, percependo una sensazione di gonfiore e stanchezza delle gambe soprattutto nelle ore serali.
Per evitare di intervenire quando la situazione è grave o addirittura irreversibile, è essenziale prestare attenzione ai primi segnali che il nostro corpo ci invia e adottare delle sane e buone abitudini, volte per prevenire queste fastidiose condizioni. Stili di vita inadeguati, alimentazione errata, fumo, sedentarietà e sovrappeso generano queste condizioni. Ma anche eventi naturali come gravidanza o squilibri ormonali possono alterare la normale struttura dei vasi sanguigni e favorire l’eccessivo passaggio di liquidi dal letto vasale agli spazi tra i tessuti.

Come intervenire?

Nei casi più gravi, in presenza di edema, si può agire con l’utilizzo di tecniche manuali (linfodrenaggio, fisioterapia, elastocompressione) oppure con trattamenti farmacologici, che hanno l’obiettivo di ridurre la fuoriuscita di liquidi dai vasi (flebotonici), favorire il riassorbimento da parte dei vasi linfatici (linfocinetici) e limitare l’infiammazione.
Il movimento, una dieta sana ed equilibrata sono invece abitudini che ci sono possono fare stare bene a lungo e nel tempo. Quindi:

– Correggere le proprie abitudini alimentari (limitare l’utilizzo di sale negli alimenti e introdurre una dieta ricca di frutta e verdura) e aumentare il consumo di acqua.
– Mantenere il peso forma. L’obesità è un importante fattore di rischio per l’insufficienza venosa;
– Fare sport e attività fisica anche leggera come una semplice camminata e ricordare di muovere spesso le gambe: chi per motivi lavorativi è costretto a rimanere nella stessa posizione per lungo tempo dovrebbe muovere di tanto in tanto le gambe, facendo ruotare le caviglie; sollevandosi un paio di volte in punta di piedi, staccandosi dalla scrivania e camminando per qualche minuto per favorire la circolazione sanguigna.

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