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Il Dolore Cronico è disturbo polisintomatico, di durata superiore ai 3 mesi senza “apparente valore biologico” che comprende un dolore muscoloscheletrico, quindi fisico, cui si associa un dolore più profondo, psicologico.

Di solito, infatti, una volta risolta la causa, il dolore regredisce. In alcuni casi, però, il dolore può autoalimentarsi anche in assenza di danno, poiché alla base esiste un interessamento del Sistema Nervoso Centrale, che si associa a modi anormali di percepire e reagire alle informazioni sensoriali.

In questo caso si parla quindi di Neuroinfiammazione, fenomeno infiammatorio che interessa il sistema nervoso periferico (SNP) e il sistema nervoso centrale (SNC), responsabile della generazione e del mantenimento del dolore cronico.

Il dolore cronico è perciò molto più di un sintomo: può essere considerato una malattia vera e propria, caratterizzata da dolore fisico, cui si affianca angoscia, ansia, tristezza, senso di frustrazione e paura. Si instaura dunque, un meccanismo di amplificazione reciproca che condiziona ed altera la normale quotidianità di chi ne soffre, creando così un circolo vizioso che peggiora il dolore stesso.

In questo contesto, è necessario intervenire tempestivamente con terapie croniche che agiscano contemporaneamente sulla sintomatologia dolorosa e sul tono dell’umore, riducendo gli effetti collaterali.

Partendo da questi presupposti, una valida proposta è la Curcumina, grazie alla sua capacità di:

  • Inibire Nf-kB, impedire la degranulazione dei mastociti e regolare l’espressione della ciclo-ossigenasi 2 (COX-2), coinvolta nell’innesco della cascata infiammatoria (Choi Y. et al. Inhibitory effects of curcumin on passive cutaneous anaphylactoid response and compound 48/80-induced mast cell activation. Anat Cell Biol. 2010; Aggarwal B.B. et al. The Molecular Targets and Therapeutic Uses of Curcumin in Health and Disease. Springer 2007)
  • Inibire le MAO determinando un incremento delle concentrazioni di Neurotrasmettitori che innalzano il tono dell’umore (Sanmukhani et al. Efficacy and safety of curcumin in major depressive disorder: a randomized controlled trial.- Phytother Res. 2014)
  • Desensibilizzare i Recettori Vanilloidi TRPV1, coinvolti nella percezione del dolore (Yeon K.J. et al. Curcumin Produces an Antihyperalgesic Effect via Antagonism of TRPV1. J Dent Res. 2010)
  • Stimolare i recettori Cannabinoidi che alleviano la sintomatologia dolorosa (Hassanzadeh P. et al. The CB1 Receptor-Mediated Endocannabinoid Signaling and NGF: The Novel Targets of Curcumin Neurochem Res. 2012)

Per poter garantire queste attività, la Curcuma estrattiva deve essere formulata in modo tale da garantire l’assorbimento intestinale dei Curcuminoidi (responsabili dell’attività farmacologica) ed evitare il primo passaggio nel fegato. La soluzione è rappresentata da: Meriva® (Curcumina fitosoma®), formulazione fitosomiale che permette l’assorbimento completo dei 3 Curcuminoidi – Curcumina, Demetossicurcumina, Bisdemetossicurcumina – nell’intestino. La tecnica fitosomiale, inoltre, garantisce ai Curcuminoidi di entrare nel circolo linfatico e saltare il metabolismo di primo passaggio epatico, responsabile della loro parziale inattivazione.

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