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Finalmente è tornata la bella stagione e possiamo indossare i nostri sandali aperti preferiti… ma a fine giornata, capita di notare gambe e caviglie gonfie. 

Spesso, sulla pelle possono apparire dei solchi profondi e arrossati, lasciati dai laccetti troppo stretti e, se premiamo con un dito sulle parti gonfie, vedremo anche formarsi un piccolo avvallamento che ci metterà del tempo a risollevarsi. Si tratta di Malattia Venosa Cronica che, con la stagione estiva -soprattutto se si rimane a lungo seduti o in piedi- si aggrava, manifestandosi con gonfiore, EDEMA.

L’edema è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali fra le cellule che si verifica quando le valvole delle vene diventano incontinenti, per cui il ritorno di sangue verso il cuore risulta difficoltoso causando ipertensione venosa.

QUALI SONO LE SCARPE ESTIVE PIÙ ADATTE?  Le scarpe troppo basse e senza alcuna costrizione, così come quelle troppo alte, sono sconsigliate perché non favoriscono l’azione di risalita del sangue dai piedi, determinato un corretto schiacciamento della cosiddetta “spugna plantare” o Soletta venosa di Lejars che, durante nella fase di appoggio del piede al suolo, “spreme” il sangue verso le vene della gamba da cui poi procederà verso il cuore. In altre parole, le vene plantari, funzionano come un vero e proprio cuore periferico che pulsa sangue ad ogni passo.

La soluzione ideale? No ai tacchi troppo bassi, no ai tacchi troppo alti. La scelta deve orientarsi su calzature con tacco compreso tra 3 e 5 cm.

Inoltre è utilissimo camminare a piedi nudi sulla sabbia o sul prato, per riattivare la circolazione sanguigna e passeggiare nell’acqua, se si è al mare, bagnandosi  fino a metà coscia. Il freddo è un prezioso alleato, perché è un vasocostrittore e contrasta il ristagno di sangue nelle vene periferiche. 




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