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La fibromialgia o sindrome fibromialgica (FM) è una patologia molto diffusa che interessa principalmente i muscoli e le strutture connettivali fibrose (i legamenti e i tendini). Sebbene possa assomigliare ad una patologia articolare, non si tratta di artrite e non causa deformità delle strutture articolari. La fibromialgia è in effetti una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli.

La fibromialgia è caratterizzata da dolore muscolare cronico causato dal costante stato di tensione nel quale si trovano i muscoli, che comporta una vasta gamma di disturbi tra cui rigidità nel compiere i movimenti, dolore cronico, insonnia e astenia. Fino a qualche anno fa, proprio a causa della diversità dei sintomi, la fibromialgia era di difficile diagnosi e spesso portava fuori strada anche i medici e i ricercatori più esperti. Oggi però le cose stanno cambiando: sono stati fatti grossi passi in avanti nella ricerca e sono stati individuati i meccanismi che stanno alla base della patologia.

I FARMACI – Per quel che concerne la terapia farmacologica possiamo distinguere due classi di farmaci che generalmente vengono prescritti (in modo combinato): da una parte abbiamo i miorilassanti, che agiscono sulle manifestazioni “periferiche” della malattia (come le contratture muscolari), dall’altra ci sono tutti quei farmaci che intervengono sui meccanismi “centrali” andando a potenziare l’attività della serotonina. La maggior parte di questa seconda tipologia di farmaci viene classificata come antidepressivi, in quanto il deficit di serotonina è implicato in alcune forme di depressione. Inizialmente venivano utilizzati i triciclici (amitriptilina, trazodone, etc.) ma ad oggi sembrano più efficaci i cosiddetti inibitori della ricaptazione della serotonina (fluoxetina, paroxetina, sertralina, citalopram).

I TRATTAMENTI NON FARMACOLOGICI – Esistono alcuni trattamenti non farmacologici che si sono rivelati efficaci nel modificare l’iperattività neurovegetativa tipica della fibromialgia. Oltre all’agopuntura, allo yoga e alle varie tecniche di medicina olistica, uno dei trattamenti che ha dato i risultati migliori è senza dubbio quello del rilassamento muscolare, una tecnica basata sull’alternanza “contrazione/rilasciamento” dei gruppi muscolari coinvolti.

LA DIETA – Numerosi pazienti affetti da fibromialgia hanno riferito un miglioramento dei sintomi nel corso di diete a basso contenuto di grassi. Non esiste una dieta specifica per la fibromialgia, ma certamente in una patologia che si esprime con dolore e stanchezza muscolare l’alimentazione ha un ruolo decisivo. I suggerimenti alimentari sono piuttosto semplici: ridurre lo zucchero e i prodotti derivati, evitare le carni rosse e preferire il pesce, mangiare molta frutta e verdura fresca (per l’apporto di sali minerali e per l’azione antiossidante delle vitamine). È consigliato inoltre bere molta acqua (anche infusi o tisane), limitando caffè e superalcolici.

ATTIVITÀ FISICA – Si consiglia di svolgere senza limitazioni le normali attività quotidiane (purché non troppo gravose), evitando periodi prolungati di inattività e dedicandosi ad attività sportive moderate, in base allo stato di allenamento. L’obiettivo è semplice: mantenersi in movimento senza raggiungere il limite di affaticabilità del muscolo. Molto efficace a tal fine può rilevarsi l’attività motoria in acqua termale, poiché aiuta a rilassare la muscolatura.

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