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L’epicondilite (più precisamente detta epicondilalgia) conosciuta anche come il gomito del tennista, è una patologia che, a dispetto del nome, non colpisce solo i giocatori di tennis, ma anche tutti coloro che svolgono attività lavorative e sportive, che richiedono un uso costante e ripetitivo del braccio. 

UNA FORMA DI TENDINOPATIA – Epicondilalgia (epicondilite) è una forma di tendinopatia degenerativa e microtraumatica, che colpisce i tendini connessi all’epicondilo laterale, situato nella parte esterna dell’articolazione del gomito. Questi tendini appartengono al muscolo estensore radiale breve del carpo, che connette il gomito con il polso e permette la chiusura della mano a pugno. L’epicondilo è un distretto anatomico che si trova all’altezza dell’articolazione del gomito: è facilmente individuabile piegando il gomito a 90° e ruotando la mano ponendo il palmo verso il basso. L’area sopra il gomito, è quella interessata dall’epicondilite.

LE CAUSE – L’epicondilite è detta anche “gomito del tennista” perché è un disturbo tipico di chi gioca a tennis. Infatti, il tennista afferrando ripetutamente la racchetta e stringendola, sovraccarica così il gomito. Tuttavia, questi disturbi non riguardano solo i tennisti ma tutti coloro che sollecitano i tendini, con qualsiasi movimento del polso e della mano, anche il più semplice e ripetitivo.

Le cause di questa tendinopatia possono essere di 2 tipi:

  • Microtraumatismi in conseguenza a movimenti ripetitivi, sportivi o lavorativi
  • Traumi diretti con successiva infiammazione dell’inserzione tendinea di questi muscoli al gomito.

Qualunque sia la causa, la patologia si presenta sempre con un’iniziale infiammazione dei tendini attaccati agli epicondili laterali o esterni, cui si associa dolore dalla parte esterna del gomito fino all’avambraccio e al polso.

NON SOLO TENNISTI – Non sono solo i tennisti le vittime dell’epicondilite. Ad essere colpiti sono anche coloro che svolgono attività lavorativa che richiede l’uso ripetitivo dei muscoli dell’avambraccio: pittori, falegnami ma anche cuochi, pianisti e scrittori che usano la tastiera. Il disturbo interessa soprattutto le persone tra i 30 e i 50 anni. In alcuni casi, il dolore può manifestarsi anche quando il braccio è a riposo. La mano è un arto fondamentale, quindi spesso è impossibile metterla davvero a riposo e, di conseguenza, i tendini infiammati hanno difficoltà a guarire.

I SINTOMI – Il dolore nella parte esterna del gomito è il sintomo più tipico. L’epicondilite ha un decorso lento ad insorgenza subdola, poiché si manifesta con dolore in seguito all’uso combinato di mano, polso e gomito. Viene avvertito dapprima come una sensazione di stanchezza, fino ad aumentare progressivamente. Solitamente, la sintomatologia si aggrava se il gomito non viene mantenuto a riposo, fino ad arrivare ad una vera e propria impotenza funzionale antalgica (tenere una racchetta, girare una chiave, agitare le mani etc…).

Tra i sintomi più ricorrenti:

  • il dolore che si irradia dalla parte esterna del gomito fino all’avambraccio e al polso (nei casi di: gomito in movimento o a riposo, uso del polso o della mano) che si può aggravare la sera al termine della giornata lavorativa;
  • debolezza dell’avambraccio;
  • incapacità di tenere oggetti in mano;
  • difficoltà ad estendere il polso.

PREVENIRE – Se praticate il tennis, ecco qualche consiglio per prevenire il “gomito del tennista”:

  • fatevi seguire da un allenatore professionista
  • muovete la racchetta usando tutto il braccio e coinvolgete nei colpi tutto il corpo, senza sovraccaricare il polso
  • durante il contatto con la palla, tenete il polso rigido.

In generale, quando sollevate un peso, tenete i polsi dritti in modo da far lavorare i muscoli dell’avambraccio superiore anziché quelli dell’avambraccio inferiore (più piccoli e meno potenti). Preparatevi per la stagione sportiva con allenamento e stretching adeguato e assumete integratori specifici per prevenire le tendinopatie.

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