perfusione-ematica-ipossia

I tendini, per loro conformazione istologica, sono tessuti a bassa richiesta metabolica e, perciò, presentano una vascolarizzazione meno sviluppata rispetto per esempio ad altre strutture del nostro corpo, come i muscoli. Pertanto, la perfusione ematica può diventare il fattore critico per esempio in caso di tendinopatie, in cui si manifesta un’alterazione del microcircolo tendineo che comporta una riduzione della perfusione.

La ridotta perfusione ematica produce ipossia e stimola la genesi di nuovi vasi (neoangiogenesi) che è utile per migliorare il trofismo dei tessuti, ma non se si tratta di tendini. In questa circostanza, invece, la neoangiogenesi rappresenta un’insidia –se perdura nel tempo- per la funzionalità tendinea, poiché l’aumento del numero di vasi rende più fragile il tendine stesso.

Esistono diverse situazioni in cui la perfusione ematica può risultare insufficiente:

  • Overuse o sovraccarico funzionale
  • Obesità, caratterizzata da un microcircolo deficitario che contribuisce all’ipossia a cui si associa uno stato di flogosi silente
  • Fumo, che riduce la produzione di ossido nitrico a livello dell’endotelio vascolare, con conseguente vasocostrizione e ridotto flusso ematico
  • Esercizio fisico intenso e prolungato, in cui la ridotta disponibilità di ossido nitrico è dovuta all’aumentata produzione di radicali liberi e allo stress ossidativo che ne deriva.

In tutti i casi, l’ipossia del tessuto tendineo promuove la sintesi di collagene di tipo III, meno resistente del tipo I, e stimola la produzione di molecole proinfiammatorie che portano a fenomeni degenerativi, alla produzione di metalloproteasi e di sostanze ad attività apoptotica.

Pertanto, in presenza di tendinopatie o di situazioni a rischio di patologia tendinea, è necessario migliorare –innanzitutto- la perfusione ematica stimolando la produzione di ossido nitrico.

È possibile modulare la produzione di Ossido Nitrico incrementando le riserve dell’aminoacido Arginina e aumentando l’efficienza dell’enzima Ossido Nitrico Sintetasi Endoteliale (eNOS) che trasforma l’Arginina in Ossido Nitrico. I polifenoli estratti dai semi d’uva, ad esempio, possiedono eccellenti capacità nello stimolare l’attività dell’enzima eNOS e migliorano la disponibilità di NO grazie alla loro azione antiossidante.

Il Vinitrox, composto ad alto contenuto di polifenoli, trova sinergia con l’arginina L-alfa-chetoglutarato, precursore diretto dell’ossido nitrico, nel migliorare la perfusione ematica dei tendini. Se c’è perfusione ematica si garantisce:

  • apporto di ossigeno e nutrienti
  • arrivo di principi attivi utili a contrastare la flogosi, il dolore, l’edema e la degenerazione delle fibre collagene

 

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