la-patologia

Capitolo 1 – Autori: Giuseppe Porcellini

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Le tendinopatie sono un problema molto frequente nello sportivo. Presentano un’eziologia multifattoriale, in cui giocano fattori genetici, biomeccanici, biologici. Tra quelli biologici, hanno un ruolo importante l’età, il diabete e l’ipercolesterolemia, malattie autoimmuni, l’ipoperfusione tissutale, l’ipertermia, il fumo, l’effetto di corticosteroidi e fluorochinolonici. I fattori intrinseci ed estrinseci sono spesso difficili da individuare e si combinano tra loro nel favorire microtraumi ripetuti, che a loro volta provocano microlesioni: se la riparazione è insufficiente si producono ulteriori lesioni, innescando un vero e proprio processo patologico. Recentemente si è scoperto come l’aumentata temperatura, che si produce in condizioni di allenamento intenso, se non dispersa, possa causare la morte dei tenociti. Una perfusione ematica appropriata contribuisce a ridurre l’ipertermia tendinea. In presenza di lesione tendinea è stato dimostrato tramite studi istologici come la degenerazione tissutale si estenda sia prossimalmente che distalmente alla sede di lesione. Tra le classificazioni delle tendinopatie, rimane valida quella proposta da Puddu nel 1986 in cui si distinguono: tendiniti, tendinosi (degenerazione, eventuale rottura parziale) e rotture complete (acute o inveterate). In base alla durata dei sintomi si parla di patologia acuta entro le due settimane, cronica oltre le sei settimane. La sintomatologia clinica è caratterizzata da dolore, rigidità mattutina, tumefazione locale.