la-patologia

Capitolo 1 – Autori: Francesco Inglese, Silvia Capone, Francesco Fauci, Francesco Inglese, Andrea Pellegrini, Michele Trimarchi

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Anche in settori che fanno registrare grandi progressi rimangono nicchie di arretratezza: a oggi ancora non esistono linee guida specifiche per il trattamento della rigidità di spalla. Parliamo di rigidità tissutale e non ossea, in quanto siamo in presenza di superfici articolari libere, stabilmente allineate, che non mostrano alcun blocco scheletrico. Questa restrizione del movimento, impostata dai tessuti molli, viene classificata come rigidità.
Fin dal 1934 gli studiosi parlano di spalla congelata e riconoscono che è un’entità difficile da definire, da trattare e da spiegare. Una distinzione fondamentale è quella relativa all’origine della rigidità. Si distingue tra spalla congelata idiopatica – in cui non si è avuto nessun trauma – e una rigidità post traumatica. Noi vogliamo affrontare la limitazione funzionale e trattiamo entrambe le patologie.

Le procedure documentate sono numerose: artrolisi artroscopica, sblocco in narcosi, catetere a permanenza, artrografia di distensione, mobilizzazioni passive fatte sia a secco che in acqua, esercizi di allungamento. Metodiche diverse danno risultati positivi nella spalla rigida, ma i tempi con cui si ottengono questi risultati sono diversi.
Il nostro approccio prevede un percorso che parte da una spalla rigida e arriva a una spalla mobile, completamente recuperata nel movimento, in diversi step.