6 consigli per migliorare la circolazione delle gambe nel periodo estivo 

Spiaggia al tramonto per disturbi alla circolazione in estate

1 – Bere 8-10 bicchieri d’acqua ogni giorno. Quando le temperature aumentano, dovrebbe aumentare anche l’assunzione di acqua. Ciò è particolarmente vero se si assumono cibi molto salati.

2 – Non rimanere fermi troppo a lungo. Abbiamo tutti bisogno di rilassarci di tanto in tanto. Ma è molto importante assicurasi di fare un po’ di movimento nell’arco della giornata, in modo da non rimanere fermi per lunghi periodi. Fare una passeggiata o una nuotata sarà di grande aiuto nello stimolare la circolazione sanguigna.

3 – Trascorrere del tempo in uno spazio climatizzato Durante le calde giornate estive, può essere di grande sollievo prendersi una tregua in un posto climatizzato per riposare a temperature fresche.

4 – Sollevare periodicamente i piedi. Se noti che il gonfiore inizia a manifestarsi, cerca di riposare qualche minuto con i piedi leggermente sollevati. Farlo più volte al giorno può aiutare il cuore a pompare meglio il sangue ed evitare che si accumuli a livello degli arti inferiori. Durante il riposo notturno, può aiutare appoggiare i piedi su un cuscino. Questo è particolarmente consigliato per le persone diabetiche.

5 – Mangiare cibi ricchi di acqua e fibre. Alcuni cibi sono noti per aiutare ad eliminare i liquidi in eccesso nel corpo. Alcuni esempi sono: fagiolini, verdure a foglia verde, zucca, ananas, limoni, cipolle e barbabietola.

6 – Massaggiare periodicamente piedi e caviglie. Si può favorire la circolazione massaggiandosi piedi e caviglie quando possibile. 

Malattia Venosa Cronica: come trattarla tutto l’anno?

La Malattia Venosa Cronica (MVC) è una patologia cronica che comprende tutte le alterazioni morfologiche e funzionali a carico del sistema venoso degli arti inferiori.

Le donne risultano quelle più colpite e, in questo contesto, la familiarità si riscontra nell’85% dei casi. La MVC aumenta con l’avanzare dell’età, in caso di obesità e di sedentarietà, ma danno un contributo importante i difetti posturali, il caldo eccessivo, le variazioni ormonali (uso di contraccettivi, gravidanza o menopausa), i traumi pregressi, il fumo di sigaretta.

I sintomi della MVC sono noti: sensazione di pesantezza agli arti inferiori, edema alle caviglie (in particolare la sera), dolore e bruciore a gambe e piedi, crampi. Inoltre, possono anche essere visibili teleangectasie, o vene reticolari, così come varici, iper-pigmentazione, fibrosi cutanea o addirittura ulcere, nei casi più avanzati.

Per poter individuare lo stadio di avanzamento della patologia, è molto importante rivolgersi al proprio medico e sottoporsi agli esami strumentali per una corretta diagnosi. Secondo l’ultima classificazione CEAP nella MVC riconosciamo 7 stadi, a partire da C 0 o primo livello in cui la MVC è assente o non manifesta, con segni di malattia non visibili o non palpabili fino all’ultimo livello C 6 in cui la MVC è manifesta, con ulcere venose attive.


COME SI SVILUPPA LA MVC?

La malattia venosa cronica insorge in seguito ad un’alterazione della circolazione venosa degli arti inferiori. Il disturbo si verifica quando le valvole delle vene diventano incontinenti, per cui il ritorno di sangue verso il cuore risulta difficoltoso, causando un’ipertensione venosa. Nel tempo, l’indebolimento delle pareti vasali peggiora, con conseguente aggravamento della sintomatologia. A questo punto s’innesca il classico circolo vizioso in cui, all’ipertensione, si associa l’infiammazione che aumenta la permeabilità capillare e sostiene l’edema.


COME TRATTARE LA MVC?

L’elastocompressione rappresenta uno dei trattamenti per la gestione della MVC, al fine di rallentarne il decorso, ridurre la sintomatologia e l’edema periferico (1). Al trattamento elastocompressivo, è consigliabile associare un trattamento farmacologico che agisca sul microcircolo riducendo l’iperpermeabilità, sull’interstizio dove occorre contrastare l’infiammazione, e sui linfatici per migliorarne la linfocinesi e potenziare la loro azione drenante al fine di ridurre il gonfiore (2).



1. Benigni JP, Sadoun S, Allaert FA, Vin F.Efficacy of Class 1 elastic compression stockings in the early stages of chronic venous disease Int Angiol, 2003

2. Albrigo R. et al.; Acta Phlebologica 2019;20:8-14