Quando le articolazioni fanno male

Le articolazioni rappresentano le giunzioni tra due ossa ricoperte da uno strato di cartilagine. In “condizioni normali” la cartilagine si presenta come una superficie liscia, lubrificata e nutrita dal liquido sinoviale. Spesso, le articolazioni possono essere dolenti: si possono avvertire dolori articolari passeggeri o continui; i dolori possono essere legati ad un’articolazione specifica oppure interessare più articolazioni anche in modo sequenziale (si spostano da un’articolazione all’altra in tempi diversi).

 

LE PATOLOGIE CHE PROVOCANO DOLORI

Condropatia e Artrosi: processo degenerativo, cronico-evolutivo a carico della cartilagine articolare e della sinovia. Disordine multifattoriale in cui l’infiammazione di basso grado gioca un ruolo chiave. La sintomatologia è caratterizzata dal dolore, che aumenta con il movimento e si riduce con il riposo dell’articolazione, e dall’impotenza funzionale fino alla rigidità, nelle fasi più avanzate. 
Con il passare del tempo, la degenerazione della cartilagine peggiora, il dolore e l’infiammazione si aggravano, dando luogo così alla formazione di un circolo vizioso che si autoalimenta.                                                                                        

Artrite reumatoide: è una malattia cronica che colpisce, prioritariamente, la membrana sinoviale delle articolazioni. Tale membrana reagisce all’infiammazione, aumentando di volume, e invade la cartilagine provocandone la graduale distruzione. In seguito, vengono colpite anche le ossa e i tessuti che circondano l’articolazione e, nel tempo, l’infiammazione può estendersi anche ad altri organi fra cui occhi, polmoni, cuore e reni. 

Artrite da gotta: consegue all’aumento di acido urico nel sangue (iperuricemia) e al successivo accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni. Colpisce soprattutto mani e piedi e provoca infiammazione, dolore e gonfiore.

 

STILE DI VITA

Non sempre i dolori articolari sono legati a una patologia specifica, ma potrebbero derivare anche da cause non patologiche legate ad uno stile di vita scorretto.  Ansia e stress: si tende ad accumulare tensione muscolare che provoca infiammazione e dolore; Obesità: l’eccesso di peso fa sì che si sovraccarichino eccessivamente le articolazioni, le più colpite sono quella dell’anca, del ginocchio e della colonna vertebrale; Menopausa: con la menopausa scompaiono gli estrogeni e ciò può peggiorare l’artrosi; Sedentarietà: l’assenza o la scarsa attività fisica può essere alla base del dolore che si accusa quando si sollecitano le articolazioni poco allenate; Gravidanza e allattamento: il fisico della mamma deve adattarsi ai cambiamenti della gravidanza e le articolazioni vengono gravate da un peso maggiore; durante l’allattamento, invece, la secrezione di un ormone, l’ossitocina, causa un rilassamento delle articolazioni che diventano più “fragili”.

Artrosi e disturbi alle articolazioni

Persona anziana che si tocca ginocchio dolorante

Lartrosi è un processo degenerativo che coinvolge la cartilagine articolare e si accompagna a processi infiammatori, spesso silenti, che alimentano e peggiorano l’evoluzione della patologia.  I principali fattori di rischio dell’artrosi trovano il loro denominatore comune nell’usura conseguente all’età, al sovrappeso, ad attività lavorative intense, allo sport e a tutte le situazioni che determinano sovraccarico articolare.

L’artrosi inizia con delle microfratture, o fissurazioni, della cartilagine articolare. Le fibre di collagene si dissociano e si attiva un processo di condrolisi, che implica la distruzione del tessuto cartilagineo, e l’innesco della risposta infiammatoria con la produzione di molecole proinfiammatorie. 

La sintomatologia dell’artrosi è caratterizzata dal dolore, che aumenta con il movimento e si riduce con il riposo dell’articolazione, e dall’impotenza funzionale fino alla rigidità, nelle fasi più avanzate. 
Con il passare del tempo, la degenerazione della cartilagine peggiora, il dolore e l’infiammazione si aggravano, dando luogo così alla formazione di un circolo vizioso che si autoalimenta.
Nelle fasi più avanzate della malattia, la limitazione dei movimenti – associata all’avanzare dell’età – comporta la perdita di massa e forza muscolare che determina un maggior rischio di cadute e, conseguentemente, di fratture.  

Visto il carattere evolutivo della malattia artrosica si consiglia di ridurre i fattori di rischio (sovrappeso, obesità, attività lavorative usuranti, sport agonistici…) e utilizzare ciclicamente nutrienti che contribuiscono alla protezione della cartilagine.