Gambe pesanti durante la stagione estiva: quali cause?

Il senso di pesantezza agli arti inferiori è solo uno dei sintomi che possono manifestarsi in caso di Malattia Venosa Cronica (o MVC). Gli altri sintomi possono essere: formicolii, dolore, gonfiore, crampi, che si possono accompagnare a cambiamenti estetici della pelle, fino alla comparsa di vene varicose e ulcere cutanee. 

La MVC è una delle patologie più diffuse nel mondo occidentale ed è causata da un cattivo funzionamento delle vene che portano il sangue venoso dagli organi periferici verso il cuore. In particolare, c’è un malfunzionamento delle valvole venose che in condizioni normali obbligano il flusso di sangue nell’unica direzione verso il cuore. In caso di MVC, le valvole perdono la loro “tenuta” e ciò provoca un ristagno di sangue nelle vene periferiche che comporta la comparsa dei sintomi e dei segni tipici della malattia venosa. 

Perché i sintomi peggiorano d’estate?

Nella stagione estiva, l’aumento della temperatura causa la vasodilatazione delle vene che fa aumentare il fenomeno del ristagno del sangue venoso. Ciò determina un peggioramento dei sintomi, come il gonfiore e la pesantezza delle gambe, e della qualità di vita del paziente 

Chi sono le persone più a rischio?

La MVC è più frequente nelle donne, in particolare le donne in gravidanza hanno un rischio più alto di sviluppare la patologia. Altri fattori di rischio, non meno importanti, sono il sovrappeso, l’obesità, la sedentarietà, la familiarità. 

 

Bibliografia:

  1.  Klode, Joachim, et al. “Relationship between the seasonal onset of chronic venous leg ulcers and climatic factors.” Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology 25.12 (2011): 1415-1419.
  2. Beebe-Dimmer, Jennifer L., et al. “The epidemiology of chronic venous insufficiency and varicose veins.” Annals of epidemiology 15.3 (2005): 175-184.
  3. Santler, Bettina, and Tobias Goerge. “Chronic venous insufficiency–a review of pathophysiology, diagnosis, and treatment.” JDDG: Journal der Deutschen Dermatologischen Gesellschaft 15.5 (2017): 538-556.

Malattia Venosa Cronica: come trattarla tutto l’anno?

La Malattia Venosa Cronica (MVC) è una patologia cronica che comprende tutte le alterazioni morfologiche e funzionali a carico del sistema venoso degli arti inferiori.

Le donne risultano quelle più colpite e, in questo contesto, la familiarità si riscontra nell’85% dei casi. La MVC aumenta con l’avanzare dell’età, in caso di obesità e di sedentarietà, ma danno un contributo importante i difetti posturali, il caldo eccessivo, le variazioni ormonali (uso di contraccettivi, gravidanza o menopausa), i traumi pregressi, il fumo di sigaretta.

I sintomi della MVC sono noti: sensazione di pesantezza agli arti inferiori, edema alle caviglie (in particolare la sera), dolore e bruciore a gambe e piedi, crampi. Inoltre, possono anche essere visibili teleangectasie, o vene reticolari, così come varici, iper-pigmentazione, fibrosi cutanea o addirittura ulcere, nei casi più avanzati.

Per poter individuare lo stadio di avanzamento della patologia, è molto importante rivolgersi al proprio medico e sottoporsi agli esami strumentali per una corretta diagnosi. Secondo l’ultima classificazione CEAP nella MVC riconosciamo 7 stadi, a partire da C 0 o primo livello in cui la MVC è assente o non manifesta, con segni di malattia non visibili o non palpabili fino all’ultimo livello C 6 in cui la MVC è manifesta, con ulcere venose attive.


COME SI SVILUPPA LA MVC?

La malattia venosa cronica insorge in seguito ad un’alterazione della circolazione venosa degli arti inferiori. Il disturbo si verifica quando le valvole delle vene diventano incontinenti, per cui il ritorno di sangue verso il cuore risulta difficoltoso, causando un’ipertensione venosa. Nel tempo, l’indebolimento delle pareti vasali peggiora, con conseguente aggravamento della sintomatologia. A questo punto s’innesca il classico circolo vizioso in cui, all’ipertensione, si associa l’infiammazione che aumenta la permeabilità capillare e sostiene l’edema.


COME TRATTARE LA MVC?

L’elastocompressione rappresenta uno dei trattamenti per la gestione della MVC, al fine di rallentarne il decorso, ridurre la sintomatologia e l’edema periferico (1). Al trattamento elastocompressivo, è consigliabile associare un trattamento farmacologico che agisca sul microcircolo riducendo l’iperpermeabilità, sull’interstizio dove occorre contrastare l’infiammazione, e sui linfatici per migliorarne la linfocinesi e potenziare la loro azione drenante al fine di ridurre il gonfiore (2).



1. Benigni JP, Sadoun S, Allaert FA, Vin F.Efficacy of Class 1 elastic compression stockings in the early stages of chronic venous disease Int Angiol, 2003

2. Albrigo R. et al.; Acta Phlebologica 2019;20:8-14

Senso di pesantezza agli arti inferiori, bruciore, pruriti, formicolii, caviglie gonfie?

Sono tutti sintomi caratteristici della Malattia Venosa Cronica che, inizialmente si verificano in maniera transitoria ma che, se non trattati, possono diventare persistenti e tendono a cronicizzarsi. La cronicizzazione dei sintomi determina l’avanzamento della patologia verso gli stadi più gravi, in questi casi ancora definita Insufficienza Venosa Cronica.

Tra le maggiori cause individuiamo:
– l’ereditarietà
– l’alterazione della funzionalità e dell’anatomia delle vene superficiali, determinato da un rilassamento della parete, con conseguente incapacità di spingere tonicamente – e contro gravità- il flusso sanguigno dalla periferia al cuore.

Le gambe sono il punto più declive del corpo, infatti è qui che si verificano le principali manifestazioni di questo disturbo.

Se si desidera mantenere attiva la circolazione si dovrà praticare con continuità attività fisica, indossare calzature corrette (no tacchi alti), per evitare il rallentamento della circolazione, lasciando da parte calzature e pantaloni troppo aderenti ed evitare sostanze che peggiorino la funzione delle pareti venose (ad es. il sale negli alimenti, il fumo di sigaretta o l’uso della pillola anticoncezionale).

Per questo motivo, in caso di malattia venosa cronica, è opportuno intervenire tempestivamente, tramite l’utilizzo di calze a contenzione elastica che agisce sulle vene superficiali, evitando il reflusso sanguigno.
Inoltre, risulta chiaro che per un trattamento efficace non basta agire su un solo aspetto, ad esempio il tono venoso, ma è necessario un intervento più completo e contemporaneo sui 3 aspetti patogenetici della MVC: microcircolo, sistema linfatico e tessuto interstiziale.

Malattia Venosa Cronica: nuove evidenze

venatura di una foglia che simulano le venature di un essere umano

La Malattia Venosa Cronica (MVC) colpisce gran parte della popolazione mondiale (prevalenza del 73% per le donne e del 56% per gli uomini) ed è caratterizzata da un decorso cronico ed evolutivo, con sintomi e segni che variano in base al tipo e alla gravità [1]. La terapia elastocompressiva rappresenta uno dei principali riferimenti per il trattamento della Malattia Venosa Cronica, utile a potenziare la funzione delle pompe muscolari e proteggere il microcircolo dalle conseguenze dell’ipertensione venosa [2]. 

Uno studio osservazionale, condotto su 648 pazienti affetti da Malattia Venosa Cronica, ha valutato l’associazione dell’elastocompressione alla supplementazione orale ed evidenziato benefici in termini di riduzione della sintomatologia e della circonferenza alle caviglie.

1. Shabani Varaki et al. Peripheral vascular disease assessment in the lower limb: a review of current and emerging non-invasive diagnostic methods. Biomed Eng Online 2018; 17-61.

2. Agus GB, Allegra C, Arpaia G, De Franciscis S, Gasbarro V. Linee guida Collegio Italiano di Flebologia revisione Acta Phlebol 2013;14(Suppl 1 al 2):1-169.