La Vitamina D: un alleato per il sistema Osso-Tendine-Muscolo

 

L’apparato locomotore è il sistema costituto da ossa, tendini e muscoli la cui funzione è quella di consentire il movimento, oltre che fornire forma, supporto e stabilità al nostro corpo.

Le ossa rappresentano la parte passiva di questo apparato che conferisce un supporto fisico; i muscoli rappresentano la parte attiva conferendo la capacità di movimento. I tendini sono i tessuti che connettono il muscolo all’osso e ne trasmettono la forza.

La Vitamina D è una molecola biologicamente attiva fondamentale per il nostro organismo e può essere considerata un valido alleato per la salute dei tre costituenti del sistema osso-tendine-muscolo.

Come agisce la vitamina D?

  • Ossa: la funzione fisiologica più importante della Vitamina D è quella di regolare la quantità di calcio nell’organismo. In particolare, stimola l’assorbimento del calcio nell’intestino aumentandone i livelli nel sangue. Le ossa sono formate per la maggior parte da calcio, quindi un adeguato assorbimento è fondamentale per costituire delle ossa sane.
  • Muscoli: la regolare contrazione muscolare è favorita da un’adeguata quantità di calcio all’interno delle cellule muscolari e questo può essere garantito dall’azione della Vitamina D. Inoltre, diversi studi hanno dimostrato come una carenza di Vitamina D porti a sviluppare un tessuto muscolare più debole. In particolare, in condizioni di carenza di Vitamina D, il muscolo può andare incontro ad ipotrofia (minore quantità di fibre muscolari), infiltrazione lipidica (comparsa di grasso all’interno del tessuto) e fibrosi (formazione di tessuto non funzionale).
  • Tendini: le due componenti fondamentali dei tendini sono una parte fibrillare elastica, composta principalmente da collagene e una parte cellulare, rappresentata dai tenociti, che è addetta alla produzione di collagene. La Vitamina D agisce sui tenociti favorendo la produzione delle fibre di collagene. In questo modo, garantisce le adeguate caratteristiche di resistenza ed elasticità essenziali ai tendini per lo svolgimento della loro funzione.

Bibliografia:

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Tendini e collagene

I tendini costituiscono la struttura tramite i quali i muscoli si ancorano saldamente alle ossa e permettono il corretto funzionamento dell’apparato muscolo-scheletrico. Essendo molto elastici, essi sono in grado di resistere alla tensione meccanica applicata dal muscolo a cui sono connessi e in questo modo ne trasmettono la forza. Sono formati da due componenti fondamentali: una fibra elastica composta principalmente da collagene e da cellule (dette tenociti) addette a produrla.

Il collagene è la più abbondante proteina di tutti i mammiferi e arriva a rappresentare fino al 35% delle proteine dell’organismo umano. I tendini sono formati da Collagene di tipo 1 (la forma più resistente e matura) e in minor parte dal collagene di tipo 3 (una forma meno resistente). Il collagene di tipo 3 è associato a un tendine che ha subito un infortunio: durante il processo di guarigione, una iniziale formazione di collagene di tipo 3 viene sostituita, nel tempo, dal collagene 1.

Inoltre, con l’avanzare dell’età cresce la porzione di collagene di tipo 1 contenuto nei tendini.

La loro composizione è simile a quella dei legamenti, ma le loro funzioni sono nettamente distinte: mentre i tendini connettono i muscoli alle ossa, i legamenti tengono ancorate assieme due ossa vicine.

La lunghezza del tendine è in relazione con quella del muscolo e con l’ampiezza del movimento che si svolge nell’articolazione corrispondente: più è ampio il movimento, più aumenterà la lunghezza del tendine. Lo spessore è invece in rapporto diretto con il diametro muscolare; ad un muscolo più largo (e quindi a una forza di contrazione maggiore) corrisponderà un tendine più spesso (perciò più resistente).

Nonostante la loro resistenza, è comune che i tendini possano essere esposti a diversi tipi di danni, dai meno gravi ai più severi. Quando questo accade, insorge una tendinopatia. Nella maggioranza dei casi le degenerazioni a carico dei tendini sono dovute al sovraccarico funzionale o overuse (ad esempio, ad un aumento eccessivo dell’attività fisica oppure ad uno sforzo improvviso). Esistono comunque dei fattori di rischio che possono aumentare le probabilità di incorrere in una tendinopatia:

  • Presenza di traumi precedenti;
  • Sesso (le donne sono maggiormente a rischio);
  • Età avanzata;
  • Alimentazione errata;
  • Sovrappeso o obesità;
  • Postura scorretta.

Cos’è l’Elettromiografia

L’elettromiografia (EMG) è un’indagine diagnostica che si esegue con lo scopo di valutare patologie a carico del sistema nervoso periferico, patologie neuromuscolari e muscolari.

L’elettromiografia è un esame di tipo funzionale, cioè indaga la funzionalità del nervo o del muscolo.

L’esame si compone di tre fasi:

  • Elettromiografia
  • Elettroneurografia
  • Elettromiografia di singola fibra

Perché si esegue l’elettromiografia?

L’EMG misura i potenziali elettrici che si formano in un muscolo durante la sua contrazione volontaria. I potenziali sono causati dalla depolarizzazione delle fibre muscolari, in risposta all’arrivo di un impulso alla sinapsi neuromuscolare (contatto per contiguità e non per continuità, tra nervo e muscolo).

La contrazione muscolare avviene grazie al rilascio di acetilcolina e termina grazie all’inibizione di questo enzima da parte della colinesterasi.

La misurazione di questi potenziali avviene tramite l’inserzione di un elettrodo ad ago (sterile e monouso) di dimensioni e calibro variabili a seconda della dimensione e dell’ubicazione del muscolo che si vuole studiare, oppure tramite l’apposizione di elettrodi di superficie.

Del muscolo oggetto di studio, si valutano sia l’attività registrata a riposo, che l’attività durante massima contrazione volontaria. I tracciati che si ottengono forniscono informazioni precise sul tipo di patologia, consentendo all’operatore di distinguere tra una malattia muscolare e una malattia del sistema nervoso periferico.