Neuropatia diabetica periferica: che cos’è e come prevenirla.

La neuropatia diabetica periferica è la sindrome maggiormente riscontrata nei pazienti con diabete. È una patologia estremamente diffusa: si stima che entro il 2030 i pazienti affetti saranno più di 230 milioni. Alla base di questa affezione c’è l’iperglicemia cronica (ovvero l’aumento dei livelli di glucosio nel sangue), una condizione a cui sono notoriamente esposti i pazienti con diabete, che provoca alterazioni del metabolismo e del microcircolo (sofferenza dei vasi sanguigni di piccolo calibro che provvedono all’irrorazione dei nervi periferici, cosiddetti vasa nervorum).

Quali sono i sintomi della neuropatia diabetica periferica?

I pazienti che soffrono di questa patologia manifestano due principali categorie di sintomi:

  • Perdita della sensibilità: può portare all’ulcerazione del piede e a una serie di lesioni non intenzionali, ma potenzialmente gravi. Per esempio, i pazienti che hanno perso la sensibilità alle mani non possono percepire la temperatura e spesso si scottano mentre cucinano o stirano. Coloro che perdono la sensibilità ai piedi spesso subiscono ferite da puntura, ferite da sfregamento e ustioni che possono infettarsi o ulcerarsi.
  • Manifestazioni dolorose: Che possono presentarsi sotto forma di bruciore, sensazione di “scosse elettriche” o sensazione di dolore pungente. Questi sintomi generalmente peggiorano di notte e disturbano il sonno, abbassandone la qualità. Questo, unito al dolore avvertito durante il giorno, incide sull’abilità di svolgere le attività quotidiane.
Quali sono i fattori di rischio?

Gli studi sui pazienti con diabete di tipo 1 e di tipo 2, dimostrano come la glicemia non controllata rappresenta un fattore di rischio, ma non l’unico. Infatti, due fattori di rischio indipendenti dalla glicemia sono l’obesità (Indice di massa corporea maggiore di 30) e l’ipertrigliceridemia (ovvero l’elevata concentrazione di trigliceridi nel sangue).

Altri fattori di rischio sono:

  • Fumo di tabacco;
  • Abuso di alcool;
  • Durata del diabete non controllato;
  • Ipertensione;
  •  

Fonti:

Smith, A. Gordon, and J. Robinson Singleton. “Obesity and hyperlipidemia are risk factors for early diabetic neuropathy.” Journal of Diabetes and its Complications 27.5 (2013): 436-442.

Tesfaye, Solomon, and Dinesh Selvarajah. “Advances in the epidemiology, pathogenesis and management of diabetic peripheral neuropathy.” Diabetes/metabolism research and reviews 28 (2012): 8-14.

Neuropatie periferiche: tipologie e sintomi

cavi elettrici luminosi che compongono un richiamo grafico all'incrocio di nervi presenti nel corpo umano

Le neuropatie periferiche, indipendentemente dai nervi coinvolti e dalla causa che le ha generate, sono patologie molto complesse che necessitano, quindi, di un approccio multifattoriale che agisca cioè a tutti i livelli.

I sintomi variano a seconda dei nervi coinvolti:

  • Motori, responsabili dei movimenti volontari
  • Sensitivi, deputati alla percezione le sensazioni (dolore, vibrazioni, caldo, freddo o autonomo)
  • Autonomi (o autonomici o vegetativi), coinvolti nel controllo delle funzioni involontarie (respiro, battito cardiaco, pressione arteriosa, movimenti intestinali, controllo degli sfinteri, controllo dell’equilibrio)


Quali sono i sintomi di una neuropatia periferica? 

I sintomi sensitivi possono essere di due tipologie: positivi o negativi. 
I sintomi sensitivi positivi sono di tipo irritativo e si manifestano con parestesie (alterazione della sensibilità) e formicolii, iperalgesia (dolore in seguito a stimolo doloroso molto lieve), allodinia (dolore in seguito a stimolo tattile che nelle normali condizioni non produce dolore), dolore neuropatico in assenza di stimolo. 
I sintomi sensitivi negativi sono di tipo deficitario: ipoestesia (senso di intorpidimento, ridotta sensibilità o anestesia (assenza completa di sensibilità).

I sintomi motori sono di tipo deficitario e consistono nella debolezza o ipostenia di un muscolo o di un gruppo di muscoli. 

I sintomi autonomici difficili da riconoscere e diagnosticare: ad esempio l’alterazione del battito cardiaco; l’alterazione del transito intestinale; alterazione degli sfinteri, ad esempio quello della vescica, nel senso di un’eccessiva contrazione (ritenzione delle urine) o ridotta contrazione (perdita di urine).


A seconda della loro causa, le neuropatie periferiche si possono distinguere in:

  • ereditarie, conseguenti ad anomalie genetiche 
  • acquisite, secondarie ad altre malattie (diabete, insufficienza renale o epatopatie), farmaci, deficit nutrizionali 
  • idiopatiche, quando la loro causa non è nota


Le neuropatie periferiche rappresentano una patologia molto frequente e, se non trattate, a lungo termine possono diventare invalidanti.

 Pertanto bisognerebbe:

  • eliminare la causa (laddove possibile)
  • ridurre la sintomatologia
  • stimolare la rigenerazione del nervo
  • rallentare il decorso della malattia

Neuropatie periferiche: quali approcci?

Le neuropatie periferiche spesso insorgono come conseguenza di alcune malattie sistemiche, di cui talora si presentano come prima manifestazione. 

I sintomi variano a seconda che siano coinvolti nervi di tipo motorio, sensitivo o autonomo e si distinguono in:

  • Sintomi sensitivi positivi: parestesie (alterazione della sensibilità), formicolii, iperalgesia (dolore in seguito a stimolo doloroso molto lieve), allodinia (dolore in seguito a stimolo tattile che nelle normali condizioni non produce dolore), dolore neuropatico in assenza di stimolo
  • sintomi sensitivi negativi: ipoestesia (senso di intorpidimento, ridotta sensibilità) o anestesia (assenza completa di sensibilità).
  • sintomi motori:  ipostenia (debolezza) di un muscolo o di un gruppo di muscoli. 
  • sintomi autonomici: spesso difficili da riconoscere e diagnosticare come l’alterazione del battito cardiaco nel senso di un rallentamento (bradicardia) o accelerazione (tachicardia); l’alterazione del transito intestinale nel senso di un rallentamento (stipsi) o accelerazione (diarrea).  

 

Data la complessità della patologia, le neuropatie periferiche necessitano di un approccio multifattoriale in grado di agire a più livelli con attivi specifici a dosaggi terapeutici.