MetilSulfonilMetano e OptiMSM®: le differenze ed il loro utilizzo

Il MetilSulfonilMetano (o MSM) è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo in piccole quantità, si può assumere con diversi alimenti, come frutta e verdura. Sappiamo che la quantità di MSM si riduce con l’avanzare dell’età e quindi diventa opportuna la sua integrazione.

A cosa serve l’MSM?

MSM è composto per la maggior parte da zolfo. Lo zolfo è un elemento fondamentale per il nostro organismo; esso si trova con una concentrazione elevata nelle articolazioni dove aiuta a mantenere la stabilità del collagene e dell’acido ialuronico. 

Diversi ricercatori hanno studiato l’effetto dell’MSM sulle articolazioni sane e con artrosi. In particolare, l’attenzione è stata attratta dall’effetto dell’MSM sulle citochine, proteine che si sviluppano in caso di infiammazione correlata alla degradazione della cartilagine. Secondo questi studi, l’MSM riduce la formazione delle citochine pro-infiammatorie e degli enzimi che degradano la cartilagine, le metallo-proteasi. 

Inoltre, l’integrazione di MSM supporta il metabolismo del fegato perché dona lo zolfo utile per formare il glutatione, una sostanza antiossidante endogena coinvolta nei meccanismi di detossificazione dell’organismo.

Che cos’è l’OptiMSM®?

L’OptiMSM® è la forma più pura, più attiva e meno tossica dell’MSM. OptiMSM® è completamente privo di residui di metalli pesanti, impurità e contaminanti. OptiMSM® è inoltre privo di glutine, allergeni e OGM.

Il processo produttivo dell’OptiMSM® è caratterizzato da quattro distillazioni consecutive capaci di formare una polvere con caratteristiche ottimali: ottimo assorbimento e mancanza di effetti indesiderati. 

Fonti:

– https://optimsm.com
– Kim, Linda S., et al. “Efficacy of methylsulfonylmethane (MSM) in osteoarthritis pain of the knee: a pilot clinical trial.” Osteoarthritis and cartilage 14.3 (2006): 286-294.
– Van der Merwe, Mariè, and Richard J. Bloomer. “The influence of methylsulfonylmethane on inflammation-associated cytokine release before and following strenuous exercise.” Journal of sports medicine 2016 (2016).

L-Acetilcarnitina: un alleato per i nostri neuroni

La L-acetilcarnitina è una molecola naturalmente presente nel nostro organismo. Uno dei suoi ruoli principali è quello di trasportare i grassi all’interno dei mitocondri (ovvero le “centrali energetiche” delle nostre cellule) per poterli bruciare, ottenendo così energia indispensabile alle attività della cellula. 

Negli anni la letteratura scientifica ha evidenziato diverse proprietà della L-acetilcarnitina che possono essere molto utili come coadiuvanti nel trattamento di disturbi che coinvolgono i nervi periferici. Il Sistema Nervoso Periferico è l’insieme dei nervi che collegano il cervello con le altre zone del corpo. Tra le sue funzioni c’è quella di informare il cervello (Sistema Nervoso Centrale) su ciò che succede in “periferia” dove l’organismo è in contatto con l’ambiente circostante: parte sensoriale (tatto, vista, olfatto, gusto etc.) e motoria (attività muscolare, come il movimento degli arti).

Quali sono le condizioni che possono generare una neuropatia periferica?

Gli stati patologici che possono generare una neuropatia sono diversi. Tra i più comuni troviamo le polineuropatie che colpiscono diversi nervi contemporaneamente (es. diabete) e le mononeuropatie la cui causa è frequentemente la compressione di un nervo all’interno dei tunnel anatomici.

Il diabete è una malattia metabolica cronica, caratterizzata da un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue. Proprio l’eccesso cronico di questo zucchero genera un danno delle fibre nervose attraverso diversi meccanismi. Circa un terzo dei pazienti diabetici sviluppano una neuropatia periferica che porta nel tempo a condizioni invalidanti. 

Le condizioni più note legate alla compressione nervosa sono rappresentate dalla sindrome del tunnel carpale (compressione del nervo mediano a livello del polso) e dalla lombosciatalgia in cui si ha compressione del nervo sciatico a livello del tratto lombosacrale della colonna vertebrale.

Perché l’acetilcarnitina?

L’impiego della L-acetilcarnitina si basa sulle attività espresse da questa molecola, di cui ne riportiamo alcune tra le più accreditate [1][2]:

  • Stimola la sintesi del NGF (Nerve Growth Factor), un fattore coinvolto nella proliferazione dei neuroni;
  • Riduce lo stress ossidativo;
  • Contrasta il propagarsi dello stimolo doloroso tra i neuroni;

Bibliografia:

  • [1] Di Stefano, Giulia, et al. “Acetyl-L-carnitine in painful peripheral neuropathy: a systematic review.” Journal of pain research 12 (2019): 1341.
  • [2] Onofrj, Marco, et al. “Acetyl-L-carnitine: from a biological curiosity to a drug for the peripheral nervous system and beyond.” Expert review of neurotherapeutics 13.8 (2013): 925-936.