Agave-tendiniCOSA SONO I TENDINI?

I tendini collegano i muscoli alle ossa facendo sì che l’attività del muscolo si trasmetta all’apparato scheletrico. Sono strutture fibrose molto robuste, indispensabili per il movimento. Il tendine, grazie alle fibre di collagene, possiede una grande forza meccanica, ma scarsa elasticità, è perciò destinato a far fronte principalmente a carichi di tensione ed è meno capace di sopportare le forze elastiche e di compressione. Sul tendine pesa infatti tutta la forza del muscolo, per questo è fondamentale che sia robusto e resistente. Il continuo processo di rinnovamento cellulare permette al tendine di adattarsi gradualmente ai diversi carichi di lavoro, ma in caso di danno o di rottura, la capacità di rigenerazione è molto lenta a causa della scarsa vascolarizzazione.

TENDINOPATIE – Le tendinopatie sono le varie patologie dei tendini. Tra queste c’è la tendinite: processo infiammatorio (detto anche peritendinite o tenosinovite, a seconda della parte del corpo interessata); tenoperiostite: infiammazione della giunzione tra tendine e osso; tendinosi: è la degenerazione cronica del tessuto che diventa più fragile, colpisce soprattutto gli anziani e chi si sottopone a sforzi eccessivi; e infine la rottura sottocutanea: è la lesione completa o parziale del tendine. Il punto debole dei tendini è la capacità di rigenerazione: una volta lesi, le loro cellule hanno bisogno di tempi molto lunghi per riparare i danni.

LE CAUSE DELLA TENDINITE – Diverse sono le cause che provocano la tendinite, tra queste: l’età, perché dopo i 35 anni i tendini sono più vulnerabili; gli sforzi eccessivi che danno vita a microtraumi; le malattie come l’artrite reumatoide, la sclerosi sistemica o il lupus eritematoso e il metabolismo alterato che può provocare gotta, diabete, sindrome di Reiter etc.
TENDINITE DOVE E COME – Le parti del corpo più a rischio sono spalle, gomiti, ginocchia, mani, piedi, polsi e caviglie. La manifestazione del dolore cambia a seconda di dove si verifica l’infiammazione.

I SINTOMI – Il sintomo principale è appunto il dolore della zona colpita: aumenta con il movimento e può essere accompagnato da gonfiore o tumefazione. Il dolore può essere presente anche senza toccare la parte interessata, oppure dopo una palpitazione del tendine o contrazione muscolare. Deriva dall’infiammazione della parte peritendinea a cui possono aggiungersi anche da gonfiore e arrossamento.

LE CURE –
Alla prima comparsa dei sintomi è necessario evitare ogni sforzo e tenere l’arto a riposo. Si può poi passare a una riabilitazione motoria. Nei casi più gravi (rottura), si può ricorrere all’intervento chirurgico. E’ possibile, in caso di tendinopatie da sovraccarico, in associazione alla riabilitazione, nel periodo post-chirurgico, ricorrere ad una terapia di fondo con integratori alimentari, che possono limitare il processo infiammatorio, migliorare il microcircolo ematico (e quindi l’apporto di nutrienti al tendine) e favorire il graduale ripristino dell’ultrastruttura tendinea.

TI POSSIAMO CONSIGLIARE…..