tendinopatia-calcifiacazione-spalla

CHE COS’È? – La tendinopatia calcifica è una patologia dolorosa caratterizzata dalla presenza di depositi di calcio a livello dei tendini della cuffia dei rotatori

CHI COLPISCE? – Studi epidemiologici hanno dimostrato che i soggetti maggiormente interessati da questo tipo di disturbo sono gli over 30 con particolare riferimento alla fascia che va dai 30 ai 50 anni; si documenta una frequenza più elevata nel sesso femminile in particolare tra le casalinghe. Alcune persone sembrano essere maggiormente predisposte di altre all’insorgenza di tendinopatia calcifica di spalla: si tratta di soggetti affetti da patologie endocrine e/o dismetaboliche (malattie tiroidee, disordini ormonali, diabete mellito); situazioni correlate alla reiterazione di gesti legati all’attività lavorativa o sportiva che provocano microtraumi a livelli dei tendini; pazienti con pregresse lesioni della cuffia dei rotatori.

PERCHE’ AVVIENE LA CALCIFICAZIONE? Un fattore critico è l’ipossia, che determina sofferenza dei tessuti, degenerazione tendinea, microlesioni e infiammazione. Quando l’infiammazione diventa cronica, intervengono dei cambiamenti chimici nel tendine che modificano il pH, con conseguente precipitazione di sali di calcio localmente.
I depositi di calcio alimentano lo stato infiammatorio innescando un circolo vizioso che conduce ad ulteriore precipitazione di sali di calcio.

DOVE SI LOCALIZZA? – Per quanto concerne la localizzazione il tendine della spalla più colpito è il sovraspinoso, seguono in successione il sottospinoso, il piccolo rotondo e il sottoscapolare, coinvolgendo a volte il capo lungo del bicipite; anche la borsa sottoacromiale può essere coinvolta, più spesso nella fase di riassorbimento della calcificazione.

QUALI SONO I SINTOMI? – Clinicamente la patologia evolve attraverso tre stadi di dolore: acuto, sub-acuto e cronico. Il dolore acuto è in genere dovuto allo spasmo muscolare e a un’eventuale rigidità della spalla, può accentuarsi durante la notte e coinvolgere il capo lungo del bicipite. Il dolore viene percepito in corrispondenza della faccia anteriore o laterale della spalla, non si irradia oltre il gomito e non si estende al collo. Il dolore si acuisce durante il sollevamento del braccio e si accompagna ad una ridotta mobilità della spalla.

QUAL È LA DURATA DEI SINTOMI? – Si possono sostanzialmente distinguere due fasi di malattia: una fase di formazione e una fase di riassorbimento delle calcificazioni. Nel corso della prima fase, le cellule tendinee si modificano trasformandosi in cellule produttrici di calcio; nel corso della fase di riassorbimento (quella più dolorosa) il deposito di calcio assume una consistenza che possiamo paragonare a quella di un dentifricio.

QUALI ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI SONO NECESSARI? – Da un punto di vista diagnostico, l’ecografia rappresenta lo strumento più valido per ottenere una precisa localizzazione e una valutazione dettagliata della struttura. L’ecografia consente di valutare lo stato degli annessi tendinei, di vedere se ci sono delle lesioni tendinee e di visualizzare la forma, la sede e le dimensioni delle calcificazioni.

TERAPIA – La maggior parte dei pazienti possono essere trattati con tecnica conservativa cioè un trattamento non chirurgico. Il trattamento deve tener conto prima di tutto dell’ipossia e quindi è necessario intervenire sulla perfusione sanguigna dei tendini.

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