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Il Congresso I.S.Mu.L.T. (ITALIAN SOCIETY OF MUSCLES LIGAMENTS & TENDONS), ormai giunto alla sua 8°edizione, è diventato un appuntamento imperdibile all’interno del panorama osteoarticolare nazionale e internazionale.
L’importante affermazione dell’evento, anno dopo anno, si conferma grazie all’accuratezza organizzativa, all’elevato livello scientifico delle relazioni e alla partecipazione attiva di tutti gli intervenuti, coinvolti in stimolanti ed appassionati dibattiti.

Anche quest’anno, Agave Farmaceutici ha avuto il piacere di essere presente con un WORKSHOP, svoltosi nella giornata di Sabato 1 Dicembre, dal tema “Tendinopathy: Update on diagnostic and therapeutic strategy”. Il WORKSHOP, moderato dal Prof. Nicola Maffulli, ha coinvolto il Prof. Francesco Oliva, il Dott. Domenico Tiso e il Dott. Francesco Scano.

L’intervento del Prof. Oliva ha posto l’attenzione, partendo dall’epidemiologia, sull’eziologia multifattoriale delle tendinopatie, condizioni cliniche caratterizzate da dolore, gonfiore e limitazione funzionale del tendine e delle strutture anatomiche contigue. In questo contesto, chiaro risulta essere il ruolo dell’infiammazione la cui diretta conseguenza è l’ipossia. L’ipossia, infatti, promuove la sintesi di collagene di tipo 3, meno resistente di quello di tipo 1; inoltre produce molecole proinfiammatorie che portano alla degenerazione dei tessuti, alla produzione di metalloproteasi e di sostanze apoptotiche.

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Questo tema è stato poi adeguatamente approfondito dal Dott. Tiso, il quale ha evidenziato come l’eziopatogenesi di un ridotto apporto ematico, può essere associata a fattori intrinseci ed estrinseci.
Tra i fattori intrinseci ricordiamo:

  • L’obesità, in cui esiste un’infiammazione silente e una diminuzione del flusso ematico nei tessuti periferici: dovuto molto spesso anche alla glicazione del connettivo, che ostacola il passaggio di nutrienti e ossigeno dal sangue verso le cellule.
  • Il fumo di sigaretta riduce la produzione di ossido nitrico per alterazione dell’endotelio con conseguente vasocostrizione e diminuzione della fornitura di ossigeno tissutale.
  • Esercizio fisico intenso e prolungato, si ha una ridotta disponibilità di ossido nitrico, dovuta all’aumento della produzione dei radicali liberi che genera stress ossidativo.

Tra i fattori estrinseci le lesioni traumatiche rappresentano la causa per cui si verifica un’ulteriore riduzione della vascolarizzazione e creare i presupposti per un danno al tendine.In tutte queste condizioni, la ridotta perfusione ematica determina una minore vitalità cellulare con conseguente degenerazione del tendine fino alla sua completa rottura.

In conclusione il Dott. Scano, ha esposto in anteprima i risultati nel lavoro del Dott. Barazzuol in cui le onde d’urto si confermano una terapia assolutamente efficace nel trattamento della fasciopatia plantare con benefici che si mantengono per tre mesi.

Ringraziamo tutti gli intervenuti per l’elevato contributo scientifico e diamo appuntamento alla prossima edizione del Congresso I.S.Mu.L.T.

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